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Fronte di Lotta No Austerity Le lotte si incontrano e rafforzano l'unità!

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Firenze 17-18 giugno: il progetto di unificazione delle lotte fa importanti passi in avanti,
con il sostegno di realtà sindacali internazionali 
Sono stati due giorni di lavori e discussioni intensi quelli della Seconda Conferenza Nazionale del Fronte di Lotta No Austerity: circa un centinaio tra invitati e delegati, pagando a spese proprie viaggi e pernottamento, hanno portato un contributo al rafforzamento di questo imprescindibile progetto di unificazione delle lotte.
 

Tante realtà di lotta presenti
Tante le realtà di lotta rappresentate in sala e negli interventi: Alitalia, Tim, logistica e cooperative, Fiat-Fca (dalla Sevel di Val di Sangro alla Fiat di Pomigliano e Nola), Pirelli, ferrovie, trasporto urbano, aeroporto di Linate, scuola, sanità, pubblico impiego, operai di tante fabbriche (Parma, Firenze, Novara, Alessandria, Pinerolo, Cremona, ecc.), movimenti di lotta per la casa, movimenti a difesa del territorio e della salute (No Triv, No Tap, Medicina Democratica), movimenti delle donne (Donne in Lotta e Centri antiviolenza), collettivi lotta di quartiere e agricoli (Fondo Comunista e Rovo), Comitato salario minimo garantito, collettivi studenteschi, e molti altri... Da segnalare lo sforzo enorme che le realtà che il giorno prima erano in sciopero - trasporto e logistica - hanno fatto per essere presenti a questa Conferenza: nonostante la stanchezza dopo molte ore di sciopero, picchetti e manifestazioni, non hanno voluto mancare a questo appuntamento.
Si tratta di realtà provenienti da numerose regioni - Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia - e, soprattutto, appartenenti a sindacati differenti: Cub, Slai Cobas, Si.Cobas, Sol Cobas, Conf. Cobas, Alp-Cub, Il Sindacato è un'altra cosa, ecc. Questa eterogeneità ha confermato che la volontà di lottare contro gli attacchi del governo e dei padroni è un’esigenza comune, indipendentemente dalle sigle sindacali di appartenenza e dai territori di provenienza.
Molto importante (e molto applaudita) la presenza di delegazioni della Rete sindacale internazionale di Solidarietà e di Lotta dal Brasile alla Spagna. Sono infatti intervenuti i compagni e le compagne della Csp Conlutas del Brasile - impegnati nelle massive manifestazioni e nei grandi scioperi di queste settimane in Brasile - e i compagni dei Co.Bas di Spagna attivi nella costruzione di un ampio fronte di lotta nel loro Stato. Non hanno potuto partecipare ma hanno inviato i loro saluti anche altre realtà della Rete, con saluti scritti di Solidaires (Francia), End Austerity (Inghilterra), PPSW (il sindacato delle poste di Palestina).
 
La prima parte del dibattito: lottare uniti!
La Conferenza si è aperta, purtroppo, all’insegna della tristezza: Paolo Bartoli, nel salutare i presenti a nome delle realtà fiorentine del Fronte di Lotta No Austerity, ha ricordato il compagno Lorenzo Bargellini, attivista fiorentino del movimento per la casa, recentemente scomparso. Il ricordo è stato seguito da un lunghissimo applauso, a dimostrazione di quanto sia amato Lorenzo dai compagni che lo hanno conosciuto.
I lavori hanno avuto inizio con due relazioni di membri del Gruppo operativo nazionale: Ivan Maddaluni, ferroviere, uno dei promotori dello sciopero del 16 giugno, e Giordano Spoltore, operaio della Sevel, tra i protagonisti delle lotte e degli scioperi nel gruppo Fiat-Fca. Ivan Maddaluni si è soffermato sugli attacchi del governo, in particolare al diritto di sciopero, come dimostrano le recenti dichiarazioni dei ministri favorevoli a un ridimensionamento ulteriore di questo diritto nel settore dei trasporti. Come ha ricordato più volte nella relazione, lo sciopero è il principale strumento che i lavoratori hanno a disposizione per far valere le proprie ragioni e respingere gli attacchi: la necessità di rilanciare una campagna su questo terreno è fondamentale (associata, magari ad altre campagne, come quella per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio). Al contempo, Maddaluni ha rimarcato, in relazione all'Accordo della vergogna, la necessità di organizzare nuove forme di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici, che superino le attuali rsu e rsa, ormai depotenziate sul terreno della lotta.
Giordano Spoltore nella sua relazione si è invece soffermato, in particolare, sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche del gruppo Fiat-Fca, ricordando che il "Modello Marchionne" ha fatto da apripista a tutti i successivi attacchi alla classe lavoratrice. Spoltore ha segnalato i ritmi di lavoro pesantissimi, che portano persino all’insorgere di nuove patologie (gli operai della Sevel hanno recentemente svolto un'inchiesta operaia in fabbrica proprio per denunciare questa situazione). Al contempo Spoltore, facendo un bilancio dell'esperienza del coordinamento Fca (coordinamento di delegati e delegate degli stabilimenti Fiat del centro-sud), ha rimarcato la necessità di estendere l’unità delle lotte non solo contro la controparte padronale, ma anche contro l'operato in fabbrica delle burocrazie di Cgil, Cisl e Uil.
Dopo le relazioni iniziali, si è aperto il dibattito, che ha visto l’intervento di tutte le realtà presenti, ognuna delle quali ha raccontato la propria esperienza di lotta e resistenza nel luogo di lavoro e nei territori. Sono intervenuti numerosi lavoratori dei trasporti e della logistica in sciopero il giorno prima. Particolarmente apprezzato e applaudito è stato l'intervento di Daniele Cofani della Cub Trasporti di Alitalia, che ha ricordato come la lotta in Alitalia va oltre l'importante risultato del referendum (con la vittoria del No contro governo, azienda e sindacati burocratici): è stata una lotta maturata e cresciuta in numerosi scioperi, assemblee, presidi, in contatto quotidiano con i lavoratori e le lavoratrici, inclusi i tanti precari licenziati da Alitalia e abbandonati dagli altri sindacati.
Tra le realtà in sciopero il 16 giugno, erano presenti anche diversi operai attivi nei sindacati della logistica (da Monza a Bergamo a Novara), che ci hanno raccontato della riuscita dei picchetti e dei presidi del giorno precedente (molti di loro sono arrivati a Firenze dopo molte ore passate a picchettare i cancelli delle fabbriche).
Tra i primi interventi, in rappresentanza di un altro fronte caldo delle lotte, Mauro Mongelli, lavoratore della Tim, che ha raccontato come i lavoratori delle telecomunicazioni siano in sciopero prolungato da mesi contro l’azienda che vuole ridimensionare i loro diritti: scioperi che vedono il protagonismo dei sindacati di base e di organismi di lotta autoconvocati dai lavoratori.
E’ impossibile riportare qui nel dettaglio i tanti interventi della prima parte del dibattito: pubblicheremo a breve tutti i video sul sito www.frontedilottanoausterity.org. Vogliamo solo ricordare alcune testimonianze che rimandano alla drammaticità delle condizioni di vita del proletariato: i compagni del Movimento di lotta per la casa di Firenze ci hanno riportato la drammatica situazione e le dure lotte di tante persone che devono occupare per poter avere un tetto sotto cui dormire; gli operai della Fca hanno parlato di condizioni di lavoro disumane nelle fabbriche (con un accordo vergognoso che prevede la possibilità per Fca di trasferire giornalmente 500 operai da Pomigliano a Cassino); gli operai di Pinerolo ci hanno parlato del licenziamento di massa alla Pmt (industria della carta), con l'utilizzo da parte dei padroni dello strumento del referendum per dividere gli operai e condannarli alla disoccupazione.
Al contempo, da tutti gli interventi è emersa con determinazione la volontà di resistere e rafforzare l’unità di classe e le azioni di lotta comuni (a partire dagli scioperi).
Molto emozionante è stato il momento riservato ai saluti e agli interventi delle delegazioni internazionali, in rappresentanza della Rete sindacale internazionale di Solidarietà e di lotta. Herbert Claros, della Csp Conlutas del Brasile, ci ha raccontato le straordinarie lotte che stanno conducendo i lavoratori e le lavoratrici brasiliane, con un ruolo determinante e centrale del sindacato di base. Hanno portato i loro saluti anche i Co.Bas di Spagna, con la presenza dei compagni José Domingo e David Perez, che hanno proposto alla Conferenza di costruire una giornata europea di lotta, coinvolgendo tutte le organizzazioni del sindacalismo di lotta e conflittuale dei diversi Paesi.
La prima parte della Conferenza è stata conclusa da Fabiana Stefanoni, lavoratrice della scuola e membro del Gruppo operativo nazionale. Nelle sue conclusioni, la Stefanoni ha voluto ricordare quali sono gli ostacoli che si frappongono alla costruzione di un ampio fronte di lotta unitario: anzitutto la funzione di pompieri dei grandi apparati sindacali burocratici (direzione della Cgil in primis), che hanno contribuito a smantellare il diritto di sciopero e rappresentanza per i lavoratori e le lavoratrici; ma anche gli atteggiamenti settari e autoreferenziali di una parte del sindacalismo di base e conflittuale. La relazione finale ha ribadito l'urgenza di estendere e rafforzare il Fronte di Lotta No Austerity, per dare concretezza a tre esigenze imprescindibili della lotta di classe, purtroppo spesso dimenticate: la difesa intransigente degli strumenti di lotta della classe lavoratrice (a partire dallo sciopero); la costruzione di percorsi unitari di mobilitazione e di lotta; la democrazia operaia e sindacale. Rafforzare il Fronte di Lotta No Austerity significa creare le premesse per contrastare i numerosi attacchi del governo e dei padroni: dal vergognoso decreto Minniti-Orlando agli attacchi al pubblico impiego, alla sanità, alla scuola, dalle privatizzazioni ai regali miliardari alle banche. Una lotta da condurre sul terreno internazionale, a partire dalla collaborazione con la Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta.
 
Donne in Lotta contro il maschilismo
Uno dei momenti più importanti ed emozionanti della Conferenza è stato il dibattito organizzato e gestito dalle Donne in Lotta, che fanno parte del Fronte di Lotta No Austerity. Nella sua relazione introduttiva Patrizia Cammarata - che rappresenta le Donne in Lotta nel Gruppo operativo nazionale - ha ricordato le grandi mobilitazioni di donne degli ultimi mesi, dalla giornata internazionale contro la violenza sulla donna a fine novembre (con decine di migliaia di donne in piazza il 26 novembre) alle partecipatissime manifestazioni promosse in occasione dello sciopero dell’8 marzo. La relazione si è concentrata sull’importanza dello sciopero dell'8 marzo nella lotta contro la violenza maschilista e, anche, contro l'oppressione capitalistica: una data che ha permesso di riportare la lotta contro il maschilismo sul terreno della lotta di classe. Come ha ricordato infatti la Cammarata non esiste lotta contro il maschilismo senza lotta contro il capitalismo, che utilizza l'oppressione di genere e il razzismo per dividere la nostra classe.
Il dibattito ha visto gli interventi delle Donne in lotta di diverse città, da Cremona a Bari, da Lecce a Modena, da Vicenza a Caltanissetta. Ogni donna intervenuta ha portato la propria esperienza di oppressione e violenza nei luoghi di lavoro, in famiglia, e anche nei movimenti e nei sindacati: a dimostrazione dell'importanza di porre al centro della discussione politica e sindacale il tema della lotta contro la violenza maschilista. Molto applaudito il saluto di Marcela Azevedo, delle Mulheres em Luta del Brasile, che ha raccontato delle loro battaglia contro maschilismo e sfruttamento capitalistico all'interno delle grandi mobilitazioni di questi mesi.
La giornata di sabato si è conclusa con il concerto di Alessio Lega, cantautore anarchico, che ha voluto contribuire a queste due giornate di lotta con un importantissimo dono artistico: ogni sua canzone, infatti, ha ricordato le lotte del passato e del presente, emozionando la platea.
 
La discussione sullo Statuto e le mozioni di solidarietà
La Conferenza è continuata, domenica mattina, con un’approfondita discussione sullo Statuto, presentato da Diego Bossi, operaio Pirelli e membro del Gruppo operativo nazionale. Le esigenze di democrazia diretta costantemente ribadite dal Fronte di Lotta No Austerity si sono concretizzate in un ampio percorso che ha portato all’approvazione del primo Statuto del Fronte di Lotta No Austerity. Dopo un certosino lavoro preparatorio (che ha visto impegnati in prima fila dei lavoratori, della Pirelli e di Sky), tutte le realtà del Fronte di Lotta hanno avuto la possibilità di prendere visione e discutere, con circa un mese di anticipo, la bozza di statuto presentata dal Gruppo operativo nazionale. Lungi dall'essere un mero momento formale o rituale, la discussione dello Statuto è stata ampia e partecipata, con presentazione e discussioni di diversi emendamenti.
Alla fine, lo Statuto è stato approvato all'unanimità dai delegati: rimandiamo alla lettura dello stesso, in calce a questo report si trova il link ai testi approvati.
La Conferenza si è conclusa con l'approvazione di numerosi ordini del giorno di solidarietà e mozioni: reperibili sempre nel link indicato in fondo.
Alla fine dei due giorni - molto faticosi per tutti, sia perché organizzati all'indomani dello sciopero, sia per il lungo viaggio affrontato da tanti delegati, sia per il caldo asfissiante - l'entusiasmo era palpabile: tutti i delegati, ma anche i compagni invitati, si sono sentiti rafforzati nella loro volontà di lottare. Il Fronte di Lotta No Austerity ha ancora molta strada da percorrere, ma una certezza possiamo dire di averla: abbiamo creato premesse vive e concrete per costruire quell’ampio fronte unico di cui la classe lavoratrice ha bisogno per vincere!
 
Trovate a questo link tutti gli ordini del giorno e le mozioni approvate, lo Statuto e le foto della Conferenza
(a breve verranno pubblicati i video):
 
http://frontedilottanoausterity.org/docconf2017/

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