Paga troppo bassa? Incostituzionale!

Quattro euro e mezzo l’ora è troppo poco. Quella paga viola la Costituzione. E poco importa se fa parte di un contratto di lavoro, sottoscritto da sindacati tra i più...

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SAN FERDINANDO, 18 AGOSTO: CON GLI OPPRE…

Riceviamo, per darne massina diffusione e solidarietà, non solo ovviamente "umana",ma internazionale con altri segmenti di classi lavoratrici e  di settori sfruttati, in nome di unacultura "dell'emergenza" che ha già...

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La Mala Educación

Il Cineforum “La Settima Arte” con la collaborazione della sezione USICONS dell’XI Municipio DOMENICA 23 LUGLIO alle ore 19 presenta: LA MALA EDUCACION Scritto e diretto da Pedro Almodóvar (Spagna 2004), con Gael García...

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UN ATTO VERGOGNOSO A FIRMA MARCELLO DE V…

L'USI Unione Sindacale Italiana esprime la piena solidarietà nei confronti di quei cittadini che hanno ricevuto un provvedimento di “esclusione dall'Aula Giulio Cesare” a firma del Presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello...

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NESTOR MACHNO E LA RIVOLUZIONE ANARCHICA…

Il Cineforum “La Settima Arte” con la collaborazione della Camera del Lavoro autorganizzata e della sezione USICONS  e dell’Associazione culturale ISIDE presentaSABATO 28 Ottobre 2017 ORE 18 presso lo spazio...

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CANILI COMUNALI DI ROMA CAPITALE: Quando…

Oggi 18 gennaio 2017, finalmente, l'Ispettorato del Lavoro è entrato al Canile della Muratella accompagnato dalla Polizia Giudiziaria.Questo accade quando il Sindacato (quello autorganizzato USI, che da sempre segue e...

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LA SCUOLA................ALL’8 MARZO!

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LA SCUOLA ALL’8 MARZO!

Primavera s’avanza, s’avanza la stagione della rinascita. È lo zefiro delle donne, che scendono in piazza contro oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e transfobia. E c’è anche la scuola!
Quale occasione migliore, dunque, che quella in cui è dato di vivere una giornata di ribellione comune, di libertà dei corpi e libertà dal lavoro?
Ché di atti di ribellione ha bisogno la scuola! Non di scioperi rituali, rivendicativi, ‘sindacali’!

- L’oppressione dettata da vecchi e nuovi assetti del mondo della scuola,

- l’oppressione gerarchica da parte dei ‘prèsidi’,

- il ricatto oscuro dei bonus

. la deterritorializzazione dei precari e precarie dell’immissione straordinaria,

- la riduzione ad azienda d‘un luogo preposto alla conoscenza,

- l’immiserimento della figura dell’insegnante a triste esecutore d’ordini e scribacchino/a,

- l’attenzione prestata alla cosiddetta “formazione” dei nuovi docenti per sterilizzarli ‘a monte’,

- la riduzione in povertà di chi lavora, ‘nella scuola e non’, per assenza di qualsivoglia aumento salariale degno di questo nome,

 

meritano solo atti di ribellione!

Che dire poi della filosofia del ‘controllo’ che permea, dentro e fuori la scuola, le nostre vite e quelle di chi vi studia? Che dire della ‘meritocrazia’, vera e/o falsa che sia? Delle ‘tecniche valutative’ dell’Invalsi? Delle sue ricadute negative sull’insegnamento? Della categorizzazione delle conoscenze, della docimologia, della classificazione dei comportamenti atta a determinare premi e sanzioni?

D’un registro elettronico che deresponsabilizza lo studente, mentre induce l’insegnante a ridursi a braccio agente di un controllo panoptico?

E cosa dire infine, o piuttosto innanzitutto, della generalizzazione dell’alternanza scuola-lavoro, tirocinio, stage, perenne apprendistato?

Della diffusione dell’idea perversa del lavoro, sì LAVORO, non già ATTIVITA’ LIBERA dai vincoli della società del Capitale, ma LAVORO prestato GRATIS? Cosa dire del disegno che vuole gli studenti piegati a quest’idea e destinati a precarietà o a ingrossare le file di lavoratrici e lavoratori sottopagati e sfruttati?

Tutto ciò non può essere affrontato solo con forme rituali di opposizione.

Tutto ciò richiede ‘molto di più e altro-a’.

L’articolazione di questo ‘molto di più e altro-da’ deve essere ricercata nella quotidianità del nostro stare a scuola, studenti*&lavoratori*, nel non lasciar cadere le occasioni di conflitto reale, sulle cose concrete, nel vincere la paura di ritorsioni e ritrovare il coraggio di scoprire punti di rottura possibili.

Ma ‘molto di più e altro-da’ può fornire a tutt* noi questo stesso “movimento dalle donne”, se saremo in grado di arricchirne la forza sovvertitrice.

Si potrà scioperare anche il 17 marzo, ben venga, “ben venga maggio e ‘l gonfalon selvaggio!”, ma scioperare l’8 significa per noi dare valore alla ‘complessità’ dei temi sollevati quel giorno: oltre quello ‘fondante’ di opposizione alla violenza di genere, oltre la scuola: i/le migranti, il reddito, la critica del  lavoro. E dovremmo dire, anche se nessuno ne parla, in testa a tutto la GUERRA.  Il senso della giornata

dell’8 supera di gran lunga ogni possibile rilievo critico e pone sul tappeto almeno la possibilità di incominciare a costruire un movimento in grado di coniugare opposizione di generi e opposizione di classe, incrociando le lotte. Intersezionalità forever!

Se questo sarà o no, non giace sulle ginocchia degli dèi !

8 MARZO, PARTECIPIAMO allo SCIOPERO e al CORTEO

cobascuolamilano/cobRas  –  Franti https://franti.noblogs.org/

milanofebbraio2017

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